(M. K. Gandhi, Harijan, 26 gennaio 1938)
"Ho ricevuto numerose lettere in cui mi si chiede di
esprimere il
mio parere sulla controversia tra arabi ed ebrei in
Palestina e
sulla persecuzione degli ebrei in Germania. Non e' senza
esitazione che mi arrischio a dare un giudizio su problemi
tanto
spinosi."
Le mie simpatie vanno tutte agli ebrei. In Sud Africa sono
stato
in stretti rapporti con molti ebrei. Alcuni di questi
sono
divenuti miei intimi amici. Attraverso questi amici ho
appreso
molte cose sulla multisecolare persecuzione di cui gli
ebrei
sono stati oggetto.[.......].
Ma la simpatia che nutro per gli ebrei non mi chiude gli
occhi
alla giustizia. La rivendicazione degli ebrei di un
territorio
nazionale non mi pare giusta. A sostegno di tale
rivendicazione
viene invocata la Bibbia e la tenacia con cui gli ebrei
hanno
sempre agognato il ritorno in Palestina. Perche', come gli
altri
popoli della terra, gli ebrei non dovrebbero fare la loro
patria
del Paese dove sono nati e dove si guadagnano da vivere?
La Palestina appartiene agli arabi come l'Inghilterra
appartiene
agli inglesi e la Francia appartiene ai francesi. È ingiusto
e
disumano imporre agli arabi la presenza degli ebrei. Ciò
che
sta avvenendo oggi in Palestina non può esser giustificato
da
nessun principio morale. I mandati non hanno alcun
valore,
tranne quello conferito loro dall'ultima guerra.
Sarebbe
chiaramente un crimine contro l'umanità costringere
gli
orgogliosi arabi a restituire in parte o interamente
la
Palestina agli ebrei come loro territorio nazionale. La
cosa
corretta e' di pretendere un trattamento giusto per gli
ebrei,
dovunque siano nati o si trovino. Gli ebrei nati in Francia
sono
francesi esattamente come sono francesi i cristiani nati
in
Francia. Se gli ebrei sostengono di non avere altra patria
che
la Palestina, sono disposti ad essere cacciati dalle altre
parti
del mondo in cui risiedono? Oppure vogliono una doppia
patria in
cui stabilirsi a loro piacimento?
[...]
Sono convinto che gli ebrei stanno agendo ingiustamente.
La
Palestina biblica non e' un'entita' geografica. Essa
deve
trovarsi nei loro cuori. Ma messo anche che essi considerino
la
terra di Palestina come loro patria, e' ingiusto entrare in
essa
facendosi scudo dei fucili . Un'azione religiosa non
puo'
essere compiuta con l'aiuto delle baionette e delle bombe
(oltre tutto
altrui). Gli
ebrei possono stabilirsi in Palestina soltanto col
consenso
degli arabi.
[...]
Non intendo difendere gli eccessi commessi dagli arabi.
Vorrei
che essi avessero scelto il metodo della nonviolenza
per
resistere contro quella che giustamente considerano
un'aggressione del loro Paese. Ma in base ai
canoni universalmente accettati del giusto e dell'ingiusto,
non
puo' essere detto niente contro la resistenza degli arabi
di
fronte alle preponderanti forze avversarie."
